vai al contenuto. vai al menu principale.

Il comune di Lungavilla appartiene a: Regione Lombardia - Provincia di Pavia

Storia

IL TERRITORIO

Lungavilla, anticamente Calcababio, è situata al centro-nord dell´Oltrepò Pavese tra il fiume Po e i primi rilievi collinari dell´Appennino Ligure-Emiliano.
Il suo territorio, completamente pianeggiante, è costituito da terreni alluvionali che risalgono al periodo più antico dell´era quaternaria. La consistente presenza di argilla ha rappresentato in passato un´importante fonte di ricchezza per il paese che, agli inizi del secolo scorso, ha sviluppato una fiorente produzione di laterizi.

LA STORIA

Il territorio di Calcababio nella preistoria appartenne ai Liguri, popolo di origine africana che, assieme ai Veneti, occupava la parte settentrionale dell´Italia. Nel IV secolo a. C. i Galli cacciarono i Liguri dalla maggior parte dei territori che occupavano in Europa e, in particolare in Italia, confinandoli nell´odierna Liguria e nel basso alessandrino. All´occupazione dei Galli fece seguito quella dei Romani datata intorno al 14 a. C.
Le antiche origini di Calcababio sono provate da tombe romane, che, insieme a vasi e a una preziosa urna cineraria, attualmente custodita presso il Museo di Arte Antica di Pavia, furono rinvenute presso la vecchia fornace Palli.
Le prime notizie di Calcababio sono contenute in un documento del 1250, contenente un elenco di terre appartenenti al Ducato di Pavia. A partire dagli ultimi decenni del Quattrocento le vicende storiche di Calcababio sono strettamente legate alla nobilissima casata dei Botta, signori di Branduzzo, consiglieri e ministri dapprima di Filippo Maria Visconti e poi di Francesco Sforza.
Con la famiglia Botta, divenuta poi Botta-Adorno si snoda la storia di Calcababio durante il feudalesimo, il dominio asburgico, il periodo del Regno di Sardegna sino alla costituzione del Regno d´Italia, quando anche Branduzzo e Calcababio, insieme con il Vogherese, vengono aggregati alla Lombardia.
Nell´agosto 1836 una violenta epidemia di colera decimò la popolazione. Dopo un triduo di preghiera, voluto dal parroco Don G. B. Bellingeri e culminato in una processione con formulazione di voto perpetuo alla Madonna, l´epidemia ebbe fine.
Ancora oggi, si ricorda l´evento con la solenne processione del 22 agosto, 'Giornata del voto'.
Nel 1859 anche il territorio di Calcababio fu teatro dei sanguinosi scontri tra austriaci e alleati franco-piemontesi nella storica battaglia di Montebello.
Con Regio Decreto del 23 dicembre 1894 Calcababio cambiò il nome in Lungavilla. Secondo leggenda, il nuovo nome fu ispirato da un´esclamazione del Re Umberto I che, transitando per il paese, avrebbe esclamato: 'Oh, che longa vila!'.

LO STATO ATTUALE

Oggi il Comune è costituito da un nucleo principale, da alcune frazioni e da pochi cascinali sparsi nella campagna. La conformazione urbanistica dà piena ragione al toponimo. L´agglomerato principale corre infatti lungo la strada principale, via Umberto I, che si snoda da nord a sud.
La collocazione geografica, le dimensioni, la presenza di importanti vie di comunicazione stradali e ferroviarie, la disponibilità dei servizi essenziali fanno di Lungavilla un comune che garantisce una buona qualità di vita, grazie anche all´attività di numerose associazioni a carattere ricreativo e di volontariato

STEMMA E GONFALONE

Lo stemma del Comune di Lungavilla è dato da uno scudo trinciato d´azzurro e d´argento. La metà superiore, d´argento, porta una fila di case bianche con tetti rossi, la chiesa e il campanile allineati in prospettiva lungo la trinicatura; la metà inferiore, d´azzurro, porta una gamba al ginocchio, nuda e di profilo, rivolta alle case, che parte dalla trinciatura e scende a schiacciare con il piede un rospo verde. Lo scudo è sormontato dalla corona turrita d´argento (ad indicare che il Comune ha meno di 3.000 abitanti) sulla quale campeggia la scritta "Comune di Lungavilla" disposta ad arco, in caratteri d´argento. Sotto lo scudo si intrecciano una fronda d´olivo e una quercia, annodate d´azzurro, simboli dell apace e della forza.
Il gonfalone, trinciato di bianco e d´azzurro, è caricato dello stemma comunale.